Scenografia - Il mistero di Acquabella
Scenografia - Il mistero di Acquabella
Scenografia - Il mistero di Acquabella
scenografia - maschere / cliente FEBO TEATRO
scenografia - maschere / cliente FEBO TEATRO
Un confine sottile tra realtà e illusione.
“Il mistero di Acquabella“, prodotto da FEBO Teatro e diretto da Manuel Renga, è uno spettacolo immersivo ispirato a Storie di mare di Italo Calvino.
Il nostro studio, oltre ad essersi occupato della realizzazione delle video-proiezioni e del videomapping, ha curato anche la progettazione e la costruzione di scenograife, maschere, burattini e oggetti di scena.
Il nostro obiettivo principale è stato far sì che il mondo fisico e quello digitale si fondessero in un’unica esperienza visiva.
Scenografie, maschere e burattini per uno spettacolo teatrale immersivo
Scenografie, maschere e burattini per uno spettacolo teatrale immersivo
Per creare un’esperienza teatrale coinvolgente, abbiamo progettato scenografie in grado di interagire con le proiezioni, senza soluzione di continuità. Il cuore della scenografia è una barca in legno, costruita per essere resistente e utilizzabile dagli attori in scena.
La barca è dotata di una vela apribile che, in alcune scene, viene utilizzata come telo di proiezione.
In alcuni momenti dello spettacolo, inoltre, la barca viene fatta “scomparire” dal palco grazie ad un telo di proiezione a scomparsa che viene sollevato e su cui vengono proiettate immagini e animazioni.
Maschere su misura con scansione e stampa 3D
Maschere su misura con scansione e stampa 3D
Per i due attori protagonisti dello spettacolo, Massimiliano Mastroeni e Moreno Corà, abbiamo creato sei maschere personalizzate, partendo dalla scansione 3D dei loro volti.
Le basi delle maschere, quindi, sono state stampate in 3D, garantendo una perfetta aderenza al volto degli attori e comfort nel loro utilizzo.
Successivamente abbiamo modellato le maschere con cartapesta e garza di gesso, in modo da ottenere una texture materica che le rende particolarmente espressive in scena.
I costumi, realizzati da Elisa Menin, completano l’estetica dello spettacolo, contribuendo a creare un universo visivo unico, in cui tecnologia e artigianato teatrale si incontrano.
Burattini meccanici e interazione con il digitale
Burattini meccanici e interazione con il digitale
Oltre alle maschere e vari oggetti di scena, abbiamo realizzato due burattini che gli attori animano sul palco: un granchio e Colapesce, un bambino protagonista di uno degli episodi dello spettacolo.
Questi burattini non sono semplici sagome, ma strutture articolate che gli attori animano grazie a sistemi di leve: il granchio muove zampe e chele, mentre Colapesce apre e chiude la bocca, muove le braccia e può esser smontato e trasformato in scena.
Questi burattini vengono usati nello spettacolo anche per aumentare l’interazione tra teatro e animazione digitale: quando un burattino “scompare” dietro un telo di proiezione, il suo alter ego digitale prende vita, creando una fusione perfetta tra elementi fisici e videomapping.
Lo spettacolo ha debuttato con notevole successo al Teatro Goldoni di Bagnoli di Sopra (Padova), dove abbiamo progettato un’esperienza visiva che andasse oltre il palco, avvolgendo il pubblico con proiezioni a 360°.
Dopo il grande riscontro ottenuto nelle prime settimane di programmazione, ci è stato chiesto di portare lo spettacolo al Children’s Museum di Verona dove è diventato il primo titolo del nuovo “Spazio Experiece” e del programma STORY 360°.